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Axa corre dopo il semestre in ascesa e il rinnovo del mandato al ceo

(Il Sole 24 Ore Radiocor)Axa segna il maggior rialzo tra i titoli-guida della Borsa di Parigi, dove il CAC 40 è in buon rialzo. A fare da traino al titolo è l’annuncio dei conti semestrali in forte crescita e la decisione del cda di proporre il rinnovo del ceo Thomas Buberl alla guida del gruppo. Axa ha registrato nel primo semestre del 2021 un utile netto di 4 miliardi di euro, in crescita del 180% rispetto allo scorso anno e del 71% rispetto allo stesso periodo del 2019, prima della crisi del Covid-19. Il giro d’affari è aumentato del 3% a 53,9 miliardi e il risultato operativo è in crescita del 93% a 3,6 miliardi, beneficiando in particolare della performance di Axa XL. L’indice di Solvency 2 è migliorato di 12 punti rispetto alla fine del 2020, portandosi a 212%. Il risultato operativo si è avvantaggiato soprattutto della performance dell’assicurazione Danni (2,2 miliardi, +306%) e ha avuto il contributo anche del Vita, Risparmio, Previdenza (+6% a 1,24 miliardi) e dell’asset management (+31% 170 milioni), mentre il comparto Salute ha segnato una flessione del risultato operativo dell’1% a 386 milioni. Nel Danni il gruppo ha registrato una raccolta premi di 28,1 miliardi di euro (+4% a cambi costanti), con il Combined Ratio in miglioramento di 8,3 punti al 93,3%.

Il gruppo precisa che in base alle stime preliminari dei sinistri causati dalle inondazioni che hanno colpito la Germania, il Belgio e altri Paesi dell’Europa centrale e occidentale è stimato a 400 milioni. Il ramo Vita, Risparmio, Previdenza ha registrato una raccolta premi di 16,9 miliardi (+12% a cambi costanti), mentre il segmento Salute registra a cambi costanti un progresso della raccolta del 3% a 7,9 miliardi e il comparto di Asset Management registra ricavi per 704 milioni (+17%). Il cda di Axa ha deciso di proporre il rinnovo del mandato di Thomas Buberl quale membro del board e chief executive officer del gruppo. Il rinnovo, precisa una nota, sarà per 4 anni e sarà proposto all’assemblea annuale degli azionisti di Axa del 2022. «Axa ha realizzato una performance eccellente con una forte crescita dei ricavi e del risultato operativo. La nostra redditività è rimbalzata grazie soprattutto ad Axa XL, dopo un anno impattato dal Covid 19. Abbiamo proseguito le nostre azioni strategiche nel gruppo e siamo molto fiduciosi nell’attuazione del nostro piano Driving Progress 2022», ha commentato il ceo Buberl, nel corso di una conferenza telefonica con la stampa.

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Cnh industrial chiude il trimestre a +60% con utile netto a 699 milioni di dollari

Reduce dalla operazione da 2,1 miliardi per l’acquisizione dell’americana Raven Industries, Cnh Industrial chiude un secondo trimestre dell’anno con ricavi consolidati in crescita del 60% sul 2020, a quota 8,9 miliardi di dollari, utile netto a 699 milioni di dollari e un miliardo di dollari di free cash flow delle Attività Industriali. «Il nostro settore è chiaramente in una fase ciclica di ripresa e la robusta performance alla base dei nostri business e delle nostre attività ci consente di incamerare gran parte dei vantaggi», ha sottolineato il ceo Scott Wine, che ha evidenziato la crescita del portafoglio ordini di Agriculture, Construction e Commercial and Specialty Vehicles.

L’Ebit adjusted delle Attività Industriali è risultati pari a 699 milioni di dollari contro una perdita di 58 milioni nel secondo trimestre 2020, con tutti i segmenti in crescita anno su anno. Il margine Ebit adjusted di Agriculture è al 14,7%, nel comparto Commercial and Specialty Vehicles è risultato pari a 100 milioni di dollari, 74 milioni di dollari per Powertrain e 24 milioni di dollari per Construction.

Sarà pienamente operativa nel 2022 la newco guidata da Gerrit Marx che avrà il compito di concretizzare l’operazione di spin-off del business On-Highway del Gruppo. La strategia per valorizzare il business dei motori (Fpt) e dei commerciali (Iveco) del Gruppo era stata annunciata con il piano industriale di quasi due anni fa ha subito qualche rallentamento per colpa della pandemia da Covid-19. Poi, messa da parte l’ipotesi dell’acquisizione da parte dei cinesi di Faw, ora il dossier è pronto.

«Abbiamo avviato la prima fase di ridisegno della nostra organizzazione – ha spiegato Wine –, volta tanto all’eliminazione degli ostacoli burocratici alla centralità del cliente quanto al posizionamento di ogni business in preparazione alla separazione. Sia la società che nascerà dallo spin-off sia la società rimanente restano pienamente focalizzate sul sostenere i nostri clienti durante queste attività».

Il nuovo business On-Highway di Cnh includerà i brand Iveco –veicoli commerciali –, Iveco Astra e Bus, Heuliez Bus, Magirus (veicoli antincendio), Iveco Defence Vehicles e Ftp Industrial, la società che si occupa dello sviluppo delle motorizzazioni. La nomina del ceo a giugno scorso ha rappresentato un passaggio chiave, in parallelo con il lavoro su organizzazione e struttura.

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Petrolio, accordo quasi fatto con gli Emirati: meeting straordinario Opec+

Tanto tuonò che piovve. Dopo i segnali di distensione dei giorni scorsi, c’è aria di accordo in seno all’Opec+: l’organizzazione ha convocato una riunione per domenica 18 luglio, dopo i progressi significativi verso la soluzione dello stallo con gli Emirati Arabi Uniti che aveva bloccato un accordo per aumentare la produzione. La conferenza dei ministri online è prevista per le 12 ora di Vienna, anche se un delegato ha avvertito che non tutti i ministri hanno ancora confermato la presenza. I ministri dell’Arabia Saudita, del Kuwait, degli Emirati Arabi Uniti e dell’Oman si sono incontrati online oggi per discutere la questione, secondo quanto raccolto da Bloomberg.

L’uscita dall’impasse per la prima volta sembra comunque a portata di mano, dopo l’esito disastroso dell’ultimo vertice. La riunione era stata addirittura «cancellata» lunedì 7 luglio, dopo giorni di trattative in cui si era cercato invano di superare le divergenze, che opponevano soprattutto l’Arabia Saudita e gli Emirati: Paesi un tempo alleati di ferro, ma oggi sempre più spesso disallineati non solo su questioni petrolifere.

L’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio e i suoi alleati sono stati costretti ad abbandonare un accordo provvisorio per aumentare la produzione di petrolio in rate mensili di 400.000 barili al giorno a causa delle obiezioni dell’ultimo minuto degli Emirati Arabi Uniti, che affermavano che il suo limite di produzione era ingiustamente basso.
Il crollo delle trattative ha portato brevemente il greggio a un massimo di sei anni a New York, anche se i prezzi sono scesi da allora intorno ai 73 dollari al barile per il Brent.

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L’inflazione Usa spaventa gli investitori. Perché le Borse sono finite in rosso

Nelle ultime ore la volatilità in Borsa si è impennata del 26% con l’indice Vix che è passato in un battibaleno da 17 a 21,5 punti. Il nervosismo verte intorno allo stesso spettro che sta accompagnando a correnti alternate gli investitori da inizio anno: l’inflazione. Dove andrà? Le banche centrali riusciranno a tenerla a bada o se la faranno scappare di mano? Quella che al momento sembra essere solo una fiammata dei prezzi alla produzione (legata all’impennata dei costi delle materie prime post-…

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Perché un eventuale nuovo rialzo delle Borse dipende dai Treasury Usa

Gli investitori si stanno trasformando in esploratori. Questo accade perché molti indici azionari – tra cui tutti

i
più importanti di Wall Street e il Dax 30 di Francoforte – viaggiano su livelli sconosciuti. Operare in questi mercati è più complesso perché non ci sono, là in alto, delle resistenze già conosciute che possono aiutare, se non altro come base statistica, i professionisti della finanza ad orientarsi.

I Treasury Usa dettano la linea

La nota positiva dell’avanzare in un territorio inesplorato…

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