Commodities

Bollette, metano a prezzi record: arriva la stangata energetica d’autunno

Prepariamoci alla stangata energetica di autunno. Alla riapertura delle fabbriche e degli uffici dopo la pausa estiva, le imprese dovranno fare i conti con i rincari del gas, rincari che poi sono alla base anche degli andamenti della corrente elettrica.

Prima di tutto, ecco i numeri. In questi giorni il metano costa al borsino italiano Psv (Punto di scambio virtuale) attorno ai 45-46 euro per mille chilowattora. In primavera costava meno della metà, non più di 20 euro. E un anno fa, nel 2020 la media era 10 euro. Occhio all’inflazione, che già si era scaldata con il rincaro del 1° luglio.

Continua crescita di valore

Di chi è la colpa? I fattori sono tanti, e quasi tutti evidenti da tempo: l’aumento della domanda di gas, per esempio. Oppure il costo rabbioso (o dolcissimo, per gli ecologisti) della CO2 spaventa i consumatori di carbone e li spinge a usare di più il gas. La crescita di valore non è una sorpresa; continua da mesi.

Le condizioni di mercato all’origine dei rincari sono comuni a tutt’Europa; anzi, al mondo intero. La più grande borsa europea del gas, l’olandese Ttf, in genere più conveniente, ora è addirittura più cara di quella italiana. L’arrivo del gas azero attraverso il Tap nei mesi scorsi ha contribuito a raffreddare i prezzi. I future fanno pensare che con l’anno nuovo i prezzi torneranno a scendere.

 

 

Certamente. Però il 1° ottobre, quando l’autorità dell’energia Arera dovrà aggiornare le tariffe dell’elettricità, i prezzi del metano daranno un altro colpo doloroso all’inflazione e la scossa alle bollette elettriche di tutti, anzi di quasi tutti.

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Bhp dice addio al petrolio e alla Borsa di Londra, crescerà nel potassio

Bhp cambia pelle per assecondare la transizione energetica e abbandona la borsa londinese. L’annuncio del delisting – un grave smacco per la capitale britannica, reduce da Brexit, che perderà il secondo titolo del listino per capitalizzazione – è arrivato a sorpresa in una giornata densa di novità per il colosso minerario australiano.

Bhp, che conserverà la quotazione a Sydney, non solo si è separata come previsto dalle attività nell’Oil & Gas ma ha approvato un maxi investimento da 5,7 miliardi di…

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Pechino limità la libertà di azione delle big tech, i titoli cadono in Borsa

Le vendite nei titoli tecnologici cinesi sono andate avanti per la quinta seduta consecutiva, in seguito alle ultime mosse della State Administration for Market Regulation, l’autorità di Pechino che da mesi ha messo nel mirino le grandi società operanti sul web, dal settore dell’e-commerce al fintech fino ai giochi e al ride-hailing (si pensi alla stretta sul gigante del settore Didi Global subito dopo la quotazione a New York). L’Hang Seng Tech Index è sceso fino al 3,7% chiudendo poi a -2,57% (contro un calo dell’1,85% dell’indice principale di Hong Kong), dopo che il regolatore del mercato cinese ha reso pubblica una nuova versione, anche se non definitiva, di un pacchetto di regole che vietano la concorrenza sleale.

Baidu e NetEase hanno perso oltre il 5% mentre Alibaba Group e Tencent Holdings sono scese di almeno il 4%. Ciò ha seguito il selloff di lunedì nelle società cinesi di giochi online sulla scia delle critiche dei media statali al settore, che si sono riflesse sul mercato americano quando la Securities and Exchange Commission ha messo in guardia sui rischi dell’investimento in azioni cinesi.

Le proposte ad ampio raggio rilasciate martedì arrivano dopo che il ministero dell’Industria tecnologica del Dragone ha lanciato una campagna il mese scorso volta a sradicare una serie di comportamenti ritenuti dannosi per i clienti. La bozza, soprattutto, impone il divieto di utilizzare algoritmi o recensioni false per promuovere beni e servizi. Oltre a comportamenti espressamente vietati come accordi di esclusività forzata, alle aziende non sarà inoltre consentito utilizzare escamotage per interferire con le operazioni delle piattaforme rivali o rendere intenzionalmente tali servizi incompatibili con i propri. Quest’ultima regola potrebbe costringere giganti come Tencent e Alibaba a smantellare i loro ecosistemi recintati che avevano impedito agli utenti di accedere ai servizi di una società dalle piattaforme dell’altra.

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Brembo a caccia di talenti in Silicon Valley: ecco il piano dell’Inspiration lab

Tesla, Microsoft e Google sono già il passato. Matteo Tiraboschi, vicepresidente esecutivo di Brembo, mette nel mirino del nuovo Brembo inspiration lab – il primo centro di eccellenza sperimentale del gruppo, che sarà attivo da fine anno nella Silicon Valley – soprattutto il sottobosco di start up e realtà di ultima generazione legate al mondo dell’elettrificazione e della guida autonoma, attive nel comprensorio californiano. «In Usa sono operativi i player tradizionali, e accanto a questi ci sono…

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Blackstone, Rcs tiene il punto ma c’è una polizza sugli illeciti

Contenzioso Blackstone-Rcs sul complesso immobiliare milanese di via Solferino-via San Marco: la Consob chiede a Rcs di integrare l’informativa contenuta nella semestrale e Rcs ribadisce di non aver ritenuto di dover provvedere ad accantonamenti a fronte dei danni reclamati dal fondo Usa. Il collegio sindacale, da parte sua, ha dichiarato di non aver avuto da obiettare a riguardo, mentre dalle risposte è emerso che la società si è cautelata, ma solo contro eventuali comportamenti illeciti degli amministratori…

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Zooplus +41% in Borsa dopo l’offerta da 2,8 miliardi di Hellman&Friedman

Zooplus, l’e-commerce dedicato ai prodotti per animali nato nel 1999, con sede a Monaco di Baviera, dirà addio alla Borsa dopo oltre 13 anni, passando sotto il controllo del private equity americano Hellman&Friedman, che ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto da 2,8 miliardi di euro. Secondo il fondatore e ceo di Zooplus, Cornelius Patt, così sarà più facile realizzare i nuovi progetti di crescita che saranno sostenuti finanziariamente, e nel lungo termine, da H&F. Agli investitori istituzionali, oggi tra i soci rilevanti, andrà una interessante plusvalenza, l’opa infatti a 390 euro per azione implica un valutazione diluita del patrimonio netto di circa 3 miliardi di euro, ovvero un premio del 50% sul prezzo medio delle azioni ponderato per il volume di tre mesi e del 34% ai massimi in chiusura di tutti i tempi.

Ma al mercato sembra non bastare e il titolo, quotato al listino Xetra di Francoforte, è schizzato in rialzo del 40% e ha chiuso con un guadagno del 40,7% a 392 euro. I manager che detengono il 5% e Maxburg Beteiligungen con il suo 9,94% hanno già assicurato il loro sostegno e complessivamente H&F ha avuto l’impegno alla sottoscrizione da parte del 17% del capitale ma ha già detto che si accontenterà del 50% delle adesioni.

Il cda ha già dato parere favorevole. «Con Hellman & Friedman, acquisiamo ulteriori competenze di settore, supporto pratico, flessibilità finanziaria e attenzione a lungo termine. Siamo convinti che l’attuale ambiente di mercato richieda una chiara focalizzazione sul lungo periodo dando priorità alla crescita sostenibile e agli investimenti che creano valore prima degli utili a breve e medio termine», ha commentato Patt.

«Riteniamo che questa transazione andrà a vantaggio in modo significativo dei nostri clienti, partner e dipendenti offrendo valore immediato ai nostri azionisti», ha aggiunto Karl-Heinz Holland, presidente del consiglio di sorveglianza di Zooplus. «Siamo nella posizione ideale per aiutare Zooplus a implementare le iniziative necessarie per adattarsi a un panorama di mercato sempre più competitivo con grandi piattaforme di e-commerce generaliste e catene di negozi di animali omnicanale ricerca di quote di mercato online. La nostra partnership strategica mira a consentire all’azienda di accelerare il ritmo degli investimenti», non solo nei prodotti ma nella logistica e nelle infrastrutture, hanno sottolineato da parte di H&F Stefan Goetz e Adrien Motte.

Il pet shop online tedesco negli ultimi anni è arrivato a competere con Amazon e ora vende in 30 paesi europei. Ha chiuso il 2020 con 1,8 miliardi di ricavi (+1,8%) e una redditività quintuplicata. L’obiettivo di vendite per il 2025 si attesta tra 3,4 e 3,8 miliardi di euro, con un margine Ebitda di almeno il 4 per cento.

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Borse, Europa da record. Ottavo rialzo per Milano, prosegue il rally estivo

ServizioMercati finanziari

In un quadro di prospettive di ripresa economica e arrivo dei fondi legati al Pnrr, il clima borsistico in Italia e nel resto del continente resta positivo

di Andrea Gennai

13 agosto 2021

Continua l’ottimismo sulle Borse europee in quello che è in tutto e per tutto un rally ferragostano. Le Borse del Vecchio Continente nelle ultime sedute mostrano una forza maggiore rispetto agli States complici anche, probabilmente, i giudizi lusighieri di alcune case di investimento che giudicano Wall Street meno attrattiva in questa fase.

Ieri l’indice FTSE MIB ha messo a segno l’ottava seduta consecutiva al rialzo terminando con un progresso dello 0,3% poco sopra i 26.600 punti. Piazza Affari resta…

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Perché l’investitore consapevole può diventare un nuovo protagonista nella ricostruzione del Paese

La catastrofe umanitaria degli ultimi mesi ha portato gli investitori ad un ulteriore passo avanti nella sensibilità verso i temi dell’ambiente, della sostenibilità e del benessere delle persone. Quanti avevano finito con il catalogare l’acronimo ESG come una delle tante mode passeggere hanno dovuto ricredersi: l’attenzione dei grandi investitori verso questi temi è destinata a perdurare nei prossimi anni, grazie anche a legislazioni, prima fra tutte quella Europea, che diventeranno sempre più stringenti e coercitive in materia, rendendo le pratiche diffuse di “greenwashing”, sempre più difficili da simulare.

Il combinato disposto di pandemia e sensibilità ESG si sta trasformando in un’occasione strategica per realizzare un “re-shoring” intelligente, ripensando alle scelte di delocalizzazione ed agli orientamenti dei consumatori verso la “filiera corta” che consente di riprogettare l’intera “value chain” produttiva.

Questo tema di una supply chain più equa e sostenibile in tutta le sue diverse componenti rischia di avere impatti fortemente positivi anche su alcuni fattori che hanno contribuito al diffondersi di fenomeni di disuguaglianza sociale. Per effetto di questa somma di fattori di “accelerazione”, superata la crisi sanitaria, la fase post-pandemica si può rivelare come una fonte di grandi opportunità di cambiamento. Si tratta di un momento straordinario, per certi versi il più interessante dal dopoguerra, un periodo in cui, come spesso è successo nei momenti di ricostruzione, stiamo assistendo ad una maggiore convergenza tra finanza ed economia reale.

In questo scenario si va sempre più enfatizzando una sorta di “Investitore Consapevole” il quale, all’obiettivo di massimizzare il rendimento del proprio capitale desidera affiancare una maggiore consapevolezza sugli effetti che questo produce sull’economia reale e sul pianeta. È un tipo di Investitore sempre più disponibile a dedicare tempo ed attenzione ai suoi investimenti illiquidi o non quotati, nella consapevolezza della forte interattività tra il loro agire finanziario e gli effetti sociali, economici ed ambientali che ne derivano, una consapevolezza che è spesso il frutto di esperienze imprenditoriali in proprio.

La proliferazione dei numerosi club di investimento e la crescente attenzione verso le diverse forme di Venture Capital, sono la manifestazione più evidente di questo processo in atto. È un paradigma semplice, in cui l’importanza attribuita alla qualità dell’idea imprenditoriale assume un ruolo altrettanto importante rispetto al rendimento atteso, in cui l’Investitore Consapevole desidera svolgere un ruolo sempre più attivo nel processo di valorizzazione del proprio risparmio e che finirà con l’essere fondamentale nel processo di ricostruzione del paese.

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Cattolica, nelle carte di Consob regole e riti del sistema Bedoni

Le ragioni e il «metodo» con cui è stato fatto fuori l’ex amministratore delegato Alberto Minali, i riti e il sistema di potere in consiglio e fuori consiglio, ossia nelle assemblee, e alcune curiose scelte in materia di investimenti. La relazione Consob sull’ispezione condotta dagli uomini della commissione su Cattolica nel corso del 2020, che Radiocor e Il Sole 24 Ore hanno potuto leggere, fotografa, in 119 pagine, quello che era il modello di gestione padronale della compagnia guidata dall’ex …

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Adidas vende Reebok per 2,1 miliardi di euro all’americana Authentic Brands Group

Il marchio Reebok cambierà proprietario. Adidas, società tedesca di abbigliamento sportivo, ne ha infatti annunciato la cessione ad Authentic Brands Group per una cifra che potrebbe arrivare fino a 2,1 miliardi di euro (2,47 miliardi di dollari).

L’accordo dovrebbe essere finalizzato entro il primo trimestre del prossimo anno e prevede una transazione in gran parte in contanti al momento della chiusura.

Il prezzo, scrive il Wall Street Journal, è significativamente più alto di quanto stimato da molti media e osservatori. Adidas aveva annunciato l’intenzione di vendere il marchio angloamericano, acquistato nel 2006 per circa 3,8 miliardi di dollari, all’inizio dell’anno. La vendita, ha comunicato Adidas, non ha un impatto sull’attuale guidance della società per l’intero anno 2021. A febbraio, la società tedesca aveva annunciato di voler vendere Reebok per concentrarsi sul rafforzamento del marchio Adidas.

«Reebok – commenta il Ceo di Adidas, Kasper Rorsted – è stata una parte preziosa di Adidas e siamo grati per i contributi che il marchio e il team dietro di esso hanno dato alla nostra azienda. Con questo cambio di proprietà, crediamo che il marchio Reebok sarà ben posizionato per avere successo nel lungo termine. Per quanto riguarda adidas, continueremo a concentrare i nostri sforzi sull’esecuzione della nostra strategia “Own the Game” che ci consentirà di crescere, di aumentare le nostre quote di mercato e creare valore per tutti i nostri stakeholder», aggiunge.

Per Jamie Salter, fondatore, presidente e Ceo di Abg, l’acquisizione di Reebok «è stato raggiunto un traguardo importante: ci impegniamo a preservare l’integrità, l’innovazione e i valori di Reebok. Non vediamo l’ora di lavorare a stretto contatto con il team Reebok per sfruttare il successo del marchio».

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