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Atlantia ancora in rialzo in Borsa, punta sulla svolta dopo l’addio ad Autostrade

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) Atlantia prosegue la serie positiva e si muove al rialzo e in controtendenza per la quinta seduta consecutiva a Piazza Affari. Le azioni stanno beneficiando del progressivo recupero del traffico aereo e di quello autostradale e la società punta a una svolta dopo la lunga e difficile fase di crisi. A tre anni dalla tragedia del ponte Morandi e con il duro colpo inferto dalla pandemia che con le restrizioni alla mobilità ha colpito duramente il business della holding, il titolo viaggia poco sopra i 15 euro, ben lontano dai 28 euro raggiunti a valle dell’operazione Abertis, come ricostruisce Il Sole 24 Ore.

A questo punto, però, con la cessione di Aspi alla cordata guidata da Cdp che porterà in cassa 8 miliardi di euro e la ripresa del traffico aereo e autostradale si può parlare di una possibile svolta in arrivo. Atlantia, scrive Il Sole 24 Ore, punta sulla crescita a livello internazionale nei settori chiave: concessioni autostradali, gestione aeroportuale, sistemi di pagamento digitali per la mobilità. E tra gli elementi di interesse su Atlantia, ci sono anche le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Telepass, Gabriele Benedetto che, in un’intervista al Sole 24 Ore, ha detto di essere pronto a considerare possibili operazioni di M&A in Europa anche grazie all’ingresso nel capitale di un socio solido come Partners Group, che potenzialmente potrebbe chiedere l’avvio di un’Ipo nel 2024 come way out. Infine, scrive ancora Il Sole 24 Ore, il focus del mercato è anche sulla capital allocation: gli 8 miliardi che entreranno in portafoglio con la vendita di Aspi valgono il 65% circa dell’attuale capitalizzazione di Borsa risorse che dovrebbero essere destinate alla remunerazione dei soci, al rafforzamento della struttura del capitale e a un M&A selettivo.

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Atlantia, svolta da 8 miliardi dopo l’addio ad Autostrade

Atlantia a un passo dalla svolta. A tre anni dalla tragedia del Ponte Morandi, il titolo della holding viaggia ancora lontanissimo dai fasti vissuti prima del disastro: poco sopra i 15 euro contro gli oltre 28 euro raggiunti a valle dell’operazione Abertis. E non potrebbe essere altrimenti.

Prima le quotazioni hanno scontato gli effetti, inoppugnabili, del crollo del viadotto Polcevera. Poi l’azienda si è trovata a dover fare i conti con un evento del tutto inatteso: la pandemia che, complici le restrizioni…

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Bhp Group sale dopo i conti 2021 e annuncio maxicedola

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Balzo di Bhp Group alla Borsa di Londra dopo i risultati dell’anno fiscale 2021 e l’annuncio che le attività Oil & Gas saranno oggetto di una fusione con l’australiana Woodside Petroleum. I titoli salgono di oltre il 7%, con un massimo toccato a 2.504,5 pence, muovendosi in controtendenza con il listino inglese. A dare forte slancio alle quotazioni del gruppo è la notizia che sarà distribuito un dividendo di 2 dollari per azione, contro i 55 centesimi dello scorso anno.

Bhp Group ha chiuso l’esercizio 2020-2021 con un aumento dell’utile netto del 42% a 11,30 miliardi di dollari, registrando il suo miglior profitto annuale in quasi un decennio. I ricavi sono saliti del 42% a 60,817 miliardi. Inoltre, il gruppo ha annunciato che venderà le sue attività petrolifere a Woodside Petroleum, in un’operazione in azioni con prevista fusione. Bhp Group è stata sottoposta a crescenti pressioni per ridurre la sua esposizione ai combustibili fossili e ha già venduto alcune attività nel settore del carbone. A seguito dell’emissione di azioni associata all’operazione, Woodside sarà posseduta al 52% dagli azionisti esistenti e al 48% dagli azionisti di Bhp. Le aziende prevedono risparmi annuali di oltre 400 milioni di dollari. Il gruppo, oltre all’accordo con Woodside Petroleum, ha annunciato anche che porrà fine alla sua doppia quotazione a Londra e ai detentori delle sue azioni alla Borsa inglese verranno assegnate azioni della Australian Ltd su base uno per uno.

Gli analisti di Ubs hanno confermato il giudizio “Neutral” sul titolo con target di prezzo a 2.000 pence, inferiore alle quotazioni attuali. Per gli esperti della banca svizzera, l’alto dividendo è un fattore di appeal nel breve termine ma più a lunga scadenza il prezzo dei minerali ferrosi è visto come un fattore di vulnerabilità. L’operazione di uscita dal settore Oil è vista positivamente in ottica Esg, anche se restano dubbi sui possibili altri canali di sviluppo e sull’operazione di uscita dalla Borsa di Londra.

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